La tua facoltà

Studiare Economia e lavorare: si può, e come

Quante ore ti lascia davvero un corso di Economia, quali lavori si incastrano bene e quali ti fanno saltare gli esami, e cosa sai già fare che qualcuno pagherebbe.

20 agosto 2026 · 7 min di lettura

Ti sei iscritto a Economia (o ci stai pensando) e la domanda che ti frulla in testa non è "ce la farò con gli esami": è "riuscirò a lavorare abbastanza da mantenermi senza rovinare la carriera universitaria". Buona notizia: Economia è uno dei corsi dove la risposta è più spesso sì che no. Cattiva notizia: "più spesso sì" non vuol dire automatico, e il modo in cui ci riesci cambia parecchio da come ci riesce chi studia Medicina o Ingegneria.

Qui non trovi un consiglio generico su "come si concilia lavoro e studio". Trovi i numeri e i vincoli specifici di un corso di laurea in Economia, ordini di grandezza reali, non inventati.

Quante ore ti prende davvero

Un CFU corrisponde, per convenzione ministeriale, a circa 25 ore di lavoro complessivo dello studente: lezioni, laboratori, studio personale. Un anno da 60 CFU fa quindi, sulla carta, 1.500 ore — circa 30 ore a settimana su 50 settimane, comprese le vacanze che nessuno si prende davvero.

La parte che cambia rispetto a facoltà più rigide è quanta di quella percentuale è frequenza in aula. Nei corsi di Economia (triennale e magistrale) la frequenza è, nella maggior parte degli atenei italiani, fortemente consigliata ma non obbligatoria per gran parte degli insegnamenti — con eccezioni che trovi più sotto. Questo significa che buona parte di quelle 1.500 ore annue puoi deciderle tu: quante lezioni seguire dal vivo, quante recuperare registrate o sui libri, quando concentrare lo studio.

Il numero esatto — obbligo di frequenza sì/no, quante ore di lezione frontale, quanti CFU di laboratorio informatico o statistico — è scritto nel regolamento didattico del tuo corso, non in un articolo online. Verificalo prima di organizzare qualunque cosa: fra un ateneo che chiede la firma in aula per Statistica e uno che no cambia tutto il tuo margine di manovra.

Cosa non è negoziabile

Anche in un corso con frequenza libera, ci sono pezzi che non puoi spostare a piacimento:

  • I laboratori informatici e statistici (Excel avanzato, R, SPSS, a seconda del corso) spesso hanno un numero minimo di presenze obbligatorie, perché si valuta anche il lavoro pratico fatto in aula, non solo l'esame finale.
  • Il corso di lingua straniera, quasi sempre presente nei piani di Economia, in alcuni atenei richiede test di livello e frequenza minima al laboratorio linguistico.
  • Il tirocinio curriculare, dove previsto (più comune nelle magistrali specialistiche, in alcune triennali di Economia aziendale), ha un monte ore fisso da completare in azienda, spesso in orario di ufficio: è l'unico pezzo del corso che, se c'è, ti impone davvero un orario che non decidi tu.
  • La prova finale (tesi triennale o magistrale) richiede tempo di lavoro autonomo concentrato nelle ultime settimane, che va messo in conto a parte rispetto agli esami.

Se il tuo piano di studi ha uno di questi elementi, è lì che si gioca la vera negoziazione con un lavoro — non sulle lezioni teoriche, che quasi sempre puoi recuperare da solo.

Il calendario dell'anno

Le sessioni d'esame standard sono tre: invernale (gennaio-febbraio), estiva (giugno-luglio), autunnale (settembre). Rispetto ad altre facoltà, Economia offre spesso più appelli per sessione — a volte due o tre per lo stesso esame nella stessa finestra — il che ti dà un margine in più: se un turno di lavoro ti fa saltare un appello, hai più probabilità di recuperarlo due o tre settimane dopo senza aspettare la sessione successiva.

PeriodoCosa succedeMargine per lavorare
Lezioni, ottobre-dicembre e marzo-maggioRitmo regolare, frequenza libera sulla maggior parte degli esamiIl massimo che reggi, con margine per organizzarti da solo
2-3 settimane prima di ogni sessioneStudio concentrato, spesso più esami insiemeRiduci, o sposta i turni sul weekend
Sessioni (gennaio-febbraio, giugno-luglio, settembre)Appelli multipli per lo stesso esameIl minimo, ma con più margine di recupero rispetto ad altri corsi grazie ai molti appelli
Tirocinio, se previsto dal tuo pianoOrario fisso in azienda per un blocco di settimaneQuasi zero per un secondo lavoro parallelo

I lavori che si incastrano

Con frequenza per lo più libera, i lavori che funzionano meglio con Economia sono quelli a ore flessibili, non necessariamente quelli legati alla materia — anche se un paio lo sono:

LavoroOrario tipicoPaga indicativaPerché si incastra
Vendita/commerciale a provvigione o part-time flessibileTu decidi buona parte delle fasceMolto variabile, spesso legato al risultatoSei tu a scegliere quando lavorare di più e quando sparire sotto sessione
Ripetizioni di matematica, statistica, economia aziendale a superioriPomeriggio/sera, poche ore fisse15-25 €/oraUsi direttamente quello che studi, orari negoziabili con le famiglie
Data entry, contabilità base, fatturazione per piccole attivitàFlessibile, spesso da remotoVariabile, spesso a progettoCompetenza vicina al corso, orario quasi sempre negoziabile
Bar, ristorazione nei weekendTurni fissi, ma solo venerdì-domenica6-9 €/ora netti + manceLascia libere le sere infrasettimanali per studiare
Hostess/steward per eventi e fiereA chiamata, giornate isolate8-12 €/oraZero impegno settimanale fisso, puoi rifiutare nelle settimane di esame

Il filo comune non è la paga: è chi decide l'orario. Nei due anni in cui ho lavorato nelle vendite durante l'università — vendevo marketing digitale per un'azienda italiana — ho tenuto una media di circa 2.000 € lordi al mese restando in pari con tutti gli esami. Non perché fossi più bravo di altri: perché quel lavoro mi lasciava decidere io quando spingere e quando sparire per una settimana intera a studiare. Molto lavoro durante le lezioni, quasi zero sotto sessione. Con un corso come Economia, dove la frequenza non ti incatena a un orario fisso in aula, questo tipo di lavoro rende ancora di più, perché hai margine su entrambi i lati.

I lavori che ti fanno saltare gli esami

Non tutti i lavori compatibili "sulla carta" con Economia lo sono davvero:

  • Turni fissi tutte le sere della settimana, tipici della ristorazione strutturata (non il weekend, ma da martedì a domenica): ti tolgono proprio le ore serali libere che il corso ti aveva lasciato, e nelle tre settimane prima di una sessione sono le prime a mancarti.
  • Lavori a chiamata con preavviso cortissimo (ti avvisano il giorno prima): impossibili da incastrare con uno studio pianificato, perché non sai mai in anticipo se avrai la sera libera o no.
  • Qualunque cosa richieda presenza fissa in orario di ufficio senza flessibilità dichiarata prima: se non hai negoziato in anticipo le settimane di tirocinio o di sessione, ti ci trovi dentro senza via d'uscita.

Il criterio non è "quante ore", è sempre lo stesso: chi decide quando lavori. Se la risposta è "il calendario dell'azienda, senza eccezioni", prima o poi quel calendario si scontrerà con la tua sessione — è questione di tempo, non di sfortuna.

Se studi Economia sai già fare una cosa che si vende

Dal secondo anno in poi, hai competenze che un'azienda piccola o un libero professionista pagherebbero per non doversele procurare da soli:

  • Tenuta contabilità base e fatturazione per piccole attività locali (parrucchieri, negozi, artigiani) che oggi la fanno a mano o pagano un commercialista per cose semplicissime.
  • Business plan e analisi di fattibilità in Excel per chi vuole aprire un'attività e non sa da dove partire — è esattamente quello che stai imparando a fare per un esame, applicato a un caso vero.
  • Ripetizioni di economia aziendale, matematica finanziaria, statistica per chi è indietro con questi esami: è la materia che stai studiando tu, insegnata a chi ci sta annegando dentro adesso.

Non serve la laurea per iniziare a farlo su piccola scala: serve trovare la prima persona disposta a pagarti per qualcosa che già sai fare meglio di lei.

La cosa da fare domani

Apri il regolamento didattico del tuo corso (lo trovi sul sito del tuo dipartimento, di solito in PDF) e controlla due cose sole: quali insegnamenti hanno frequenza obbligatoria e se il tuo piano prevede un tirocinio curriculare, e con quante ore. Sono le due informazioni che decidono davvero quanto margine hai per un lavoro — molto più del numero totale di CFU. Se vuoi anche capire quanto ti serve al mese prima di scegliere quante ore lavorare, ne ho parlato in quanto ti serve davvero al mese per studiare; e se ancora non hai il lavoro giusto in mano, il primo passo resta lo stesso di sempre: il curriculum quando non hai mai lavorato.

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